Valeria Romano
Valeria Romano

Administration & Finance

Quando occorre fare un sano detox digitale?


La nostra è una società multitasking, iperconnessa, social e digitale. Siamo bombardati da stimoli provenienti da smartphone, pc, tablet, schermi pubblicitari, che continuamente interagiscono con noi e che costantemente ci inviano informazioni spesso superflue.

Abbiamo libero e facile accesso alle informazioni che ricerchiamo senza grande sforzo e siamo sempre più capaci di fare contemporaneamente più attività (multitasking, appunto). Investiamo un minor tempo di attenzione in quello che facciamo e siamo alla ricerca di un risultato immediato e veloce.

Ne consegue un costante stato d’animo di ansia e frenesia. Non siamo più abituati a passare pochi minuti senza controllare compulsivamente i social, le mail o le notifiche che arrivano sui nostri dispositivi. La visione di un film è spesso disturbata e disattenta, teniamo sott’occhi il tasto “pausa” per interrompere la proiezione non appena riceviamo una notifica. Leggere un libro spesso comporta un impiego di tempo maggiore rispetto a quello a cui eravamo abituati in passato. Riportare la nostra concentrazione all’attività che stavamo svolgendo comporta non poco sforzo.

Siamo come un cercapersone continuamente connesso con ogni angolo del mondo, pronti a raggiungere qualsiasi luogo con un click, eppure quasi incapaci di rivolgere la nostra attenzione a ciò che fisicamente ci circonda.

Gli psicologi dell’Università del Kent hanno pubblicato sulla rivista Journal of Applied Social Psychology una ricerca che evidenzia il fenomeno del PHUBBING (Phone – Snubbing, Telefono - Snobbare): l’atto di ignorare o trascurare il proprio interlocutore perché distratti dal proprio smartphone. Vi è mai capitato di esserne vittima (o promotore)?

La tecnologia e la memoria

Diversi recenti studi condotti dalla University of Southern California (USC), hanno riportato una correlazione tra l’uso eccessivo-convulsivo dei dispositivi tecnologici e i disturbi della memoria; alcune aree celebrali risulterebbero più potenziate a discapito di altre in costante indebolimento. L’archivio delle informazioni di cui abbiamo bisogno è affidato a telefoni, agende elettroniche, social per ricordarci compleanni, appuntamenti, scadenze lavorative, lista della spesa e molto altro... La nostra memoria celebrare è sostituita da un back up virtuale con spazio a pagamento.

Le emozioni influenzate dalla tecnologia

L’eccessivo utilizzo di dispositivi digitali influenza le emozioni e le relazioni interpersonali. Basti solo pensare all’influenza che una piattaforma social può avere sulla nostra sfera emotiva e sul nostro umore: passiamo dalla felicità o alla comicità di un post per finire alla tristezza o alla rabbia per un’immagine che ci ha particolarmente colpito. L’uso e l’abuso delle reti internet hanno portato a un forte disequilibrio tra presenza fisica e presenza virtuale: la spavalderia e sfrontatezza dei commenti sulle piattaforme social spesso si scontrano con un sentimento di vergogna e timidezza dinanzi a conversazioni dirette con estranei (e non). Sono in aumento le persone che preferiscono creare relazioni esclusivamente virtuali, evitando il contatto fisico e uno scambio umano in presenza.

Questo fenomeno viene definito dagli esperti “il disturbo da abuso della rete telematica”, l’Internet Addiction Disorder (IAD), che comporta un appiattimento emotivo. Per approfondimenti: link

Avete mai provato di recente a raggiungere una destinazione, senza l’utilizzo delle mappe online? Mi è personalmente capitato di dover raggiungere un luogo in cui sono già stata più volte e di faticare a ricordare la strada da percorrere. Ci affidiamo totalmente alle mappe digitali per spostarci e per trovare ristoranti, hotel, la casa di un amico, l’ufficio comunale!

Il nostro cervello si spegne, si affida al digitale e ne dipende totalmente.

Trovare un giusto equilibrio ed imparare a gestire un uso che non porti ad un abuso, può aiutarci a fare un po' di sano detox digitale. Le domande che possiamo porci per capire quanto siamo dipendenti dalla tecnologia sono:

  • Quante volte al giorno ci capita di consultare lo smartphone, il tablet o il tuo pc senza averne realmente necessità?
  • Quante volte al giorno interrompiamo le attività principali distratti da una notifica, per poi perdere la concentrazione e passare a fare tutt’altro?
  • Quanto ci risulta difficile non utilizzare un dispositivo digitale quando siamo in compagnia della nostra famiglia o di un amico?
  • Quanto il nostro umore è influenzato dalle emozioni espresse in un post, in un video o un commento su un social?
  • Quanto la durata del nostro sonno viene influenzata da un utilizzo eccessivo perché ci intratteniamo sui social, su App o in chat?

La dipendenza dagli smartphone

La dipendenza da smartphone è stata oggetto di molte ricerche scientifiche: è emerso che alcuni soggetti soffrono di una condizione psicologica che li conduce ad uno stato di stress, ansia e disagio nel rimanere scollegati dal proprio dispositivo. L’assenza di segnale, la mancanza di carica della batteria o addirittura la perdita del dispositivo mobile riporta in questi soggetti elevati livelli di apprensione ed angoscia. Questa patologia prende il nome di Nomofobia, ovvero ‘NO Mobile Phone PhoBIA’.

Per approfondimenti: link

Esistono alcuni piccoli accorgimenti per poter arginare l’overdose digitale: si possono regolare e limitare le ore passate sui social e sui videogiochi, evitare di controllare le notifiche al risveglio o adoperare smartphone, pc e tablet fino prima di coricarsi. E’ consigliabile non utilizzare i dispositivi tecnologici quando si è in presenza della propria famiglia o dei propri amici, impostando la modalità silenziosa per evitare tentazioni; recarsi in zone prive di tecnologia, magari in mezzo alla natura e fare attività sportive o ludiche aiuta a riportare la nostra attenzione sul meraviglioso ambiente che ci circonda; è inoltre utile limitare l’uso di dispositivi tecnologici in camere da letto, zone pranzo e zona gioco bimbi, promuovendo alternative di gioco, zone lettura o zone dedicate all’ascolto della musica o attività ricreative che stimolino la manualità.

Questi accorgimenti potrebbero non portare ad un miglioramento immediato, ma è sicuramente un buon inizio per ricordarci che si tratta di strumenti accessori non essenziali nella nostra vita di tutti i giorni.

Evoluzione o Involuzione?

L’essere umano cresce e muta nel tempo continuamente in relazione all’ambiente che lo circonda o alla società di cui fa parte, e si adatta ai cambiamenti a cui va incontro. Non è difficile quindi immaginare che a discapito di tutti gli aspetti negativi citati finora, il nostro cervello, la nostra memoria e la nostra soglia di concentrazione, stiano mutando. Si evolvono per adattarsi al mondo tecnologico di cui oggi facciamo parte. Molti studi ci indicano che la nostra soglia di attenzione si è ridotta da 12 a 8 secondi. La nostra memoria si sta indebolendo e le nostre emozioni sono influenzate dall’uso - o meglio, abuso - delle tecnologie. Al contrario, uno studio condotto da Microsoft evidenzia che possono manifestarsi esplosioni di grande attenzione, con performance migliori, nonostante un tempo di attenzione ridotto.



Che sia appunto frutto di una evoluzione celebrale influenzata dall’innovazione digitale?

  • Sicurezza
  • Social

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