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Le metriche del fallimento

Quanto sono affidabili i software che utilizziamo sempre più spesso all’interno delle nostre vite? La verità è che, come le persone, nessun software è perfetto e arriverà prima o poi ad un punto di fallimento. In questo articolo parleremo proprio di questi inevitabili fallimenti, degli strumenti utili a misurarli e delle tecniche da adottare per minimizzare il tempo di risoluzione.

Le tre metriche del fallimento

La tolleranza ai guasti o fallimenti di un sistema, che sia esso digitale o fisico, si fonda sull’affidabilità del sistema stesso. Sono dunque stati creati dei modelli di affidabilità basati su tre parametri statistici, descritti in seguito.

  • MTTF (Mean Time To Failure): questo dato identifica il tempo medio che intercorre tra l’attivazione di un sistema riparabile ed il suo fallimento. Riferito al software esso corrisponde ad il tempo in cui esso è stato utilizzato correttamente senza alcuna problematica.
  • MTTR (Mean Time To Repair): metrica che calcola la media statistica di tempo per riparare l’errore o la rottura del sistema di riferimento. Riprendendo l’esempio precedente, l’MTTR di un software è il periodo che serve per ripristinarne il corretto funzionamento dopo aver riscontrato un errore.
  • MTBF (Mean Time Between Failures): quest’ultima metrica può essere vista come la somma delle precedenti due metriche MTTF + MTTR. L’MTBF è l’intervallo di tempo che intercorre tra un fallimento del sistema ed il successivo, comprende quindi sia la fase di risoluzione del problema, sia il periodo di funzionamento corretto post risoluzione.
  • Di seguito un’immagine che rappresenta la composizione delle tre metriche appena descritte

    Immagine Le Metriche del Fallimento

    Queste metriche sono da tenere in considerazione anche nella creazione di software, per garantire all’utente finale una prestazione dello strumento ottimale e duratura.

    Qual è l’approccio migliore?

    Ovviamente la risposta dipende strettamente dall’elemento che stiamo prendendo in considerazione e da chi o cosa lo utilizza.
    Pensando ad una casistica generica il nostro suggerimento è quello di seguire le parole scritte da Cosimo Accoto nel suo libro "Il mondo dato: Cinque brevi lezioni di filosofia digitale": “Se il fallimento è intrinseco alla messa in codice, si dovrà abbandonare l’approccio filosofico tradizionale che prevede di massimizzare il tempo tra un fallimento e quello successivo (MTBF, mean time between failures e cioè fare di tutto perché il fallimento del servizio non avvenga) e orientarsi a un paradigma che tende a minimizzare il tempo per la riparazione del malfunzionamento del servizio (MTTR, mean time to repair e cioè attivare i meccanismi e le procedure per una risoluzione tempestiva dell’anomalia).”
    Ciò che propone Accoto è di rendere la struttura dell’elemento in oggetto il più semplice possibile, in modo da minimizzare il tempo di risoluzione del problema che prima o poi si incontrerà, ridurre quindi al minimo la metrica MTTR (Mean Time To Repair). Questa filosofia può essere applicata allo sviluppo di software e per renderla efficace è necessario tenerla in considerazione sin dalla progettazione e dalle analisi iniziali. In questo modo si potranno costruire funzioni semplici ed intuitive, facili da comprendere e manutenere in caso di problemi o modifiche necessarie.

    • Software
    • Pianificazione

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