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Cos’è un API

API

Una API costituisce una scatola nera, facilmente utilizzabile grazie alla documentazione solitamente allegata: il suo acronimo sta per Application Programming Interface . In questa black box sono contenute funzioni, variabili e procedure complesse, capaci di manipolare i dati in ingresso e restituire il risultato voluto. L’utilizzatore non ha quindi bisogno di capire com’è strutturato l’interno della API per poterla utilizzare, gli basterà sapere quali operazioni è possibile svolgere con questo applicativo ed eventualmente come strutturare i dati in ingresso necessari. Spesso le API hanno la funzione di ponte di comunicazione fra due sistemi informatici diversi e disgiunti. L’API unisce questi sistemi fornendo loro un modo per scambiarsi informazioni comprensibili, funge quindi da traduttore istantaneo tra applicazioni informatiche.

Uno dei maggiori vantaggi dell’utilizzo delle API è l’alto grado di sicurezza e di controllo rispetto all’accesso ai tuoi dati. Puoi decidere infatti chi può accedervi ed in che modo, modificando se necessario nel tempo i meccanismi interni alla struttura, senza alcuna ripercussione all’esterno. Pensiamo per esempio ad un sistema in cui diversi siti ed app devono accedere allo stesso database per recuperare dati. Se l’accesso fosse diretto, senza alcun intermediario, un attacco ad un singolo sito del sistema potrebbe mettere a repentaglio il database, creando danni anche a tutti i servizi che ad esso si appoggiano. Utilizzando invece una API che gestisce la comunicazione tra applicativi e database è possibile proteggere quest’ultimo aggiungendo livelli di sicurezza. Altri vantaggi delle API, per nulla secondari, sono l’indipendenza e la capacità di potersi interfacciare con moltissimi linguaggi di programmazione, la scalabilità, ossia la possibilità di aggiungere in modo agevole nuove componenti e la possibilità di essere aperti a utenti terzi, anche sotto un piano di pagamento.

REST API vs SOAP API

Esistono diverse tipologie di API, tra le più famose abbiamo le SOAP API e le REST API, vediamo insieme le loro principali caratteristiche e differenze.

  1. SOAP API: il prefisso di questa tipologia di API significa Simple Object Access Protocol, un protocollo di comunicazione tra componenti software fondati sul paradigma di programmazione ad oggetti. Applicativi creati con questo metodo comunicano unicamente tramite il metalinguaggio XML, risultano quindi troppo restrittivi per molti casi di utilizzo. Il vantaggio nell’utilizzo della SOAP API può essere sintetizzato in una parola: sicurezza. Si possono infatti includere estensioni per aumentare l’affidabilità della comunicazione utilizzando chiavi e messaggi di sicurezza. Questo tipo di API però è più pesante rispetto alle REST, in quanto richiede un ampio utilizzo di risorse.
  2. REST API: la sigla REST (Representational State Transfer) indica un tipo di architettura software che descrive un canale di comunicazione basato sul protocollo HTTP, e fa quindi uso di comandi come PUSH, GET, DELETE e altri. Le API REST sono applicativi che utilizzano l’architettura appena descritta come metodo per comunicare con i sistemi collegati e vengono viste come l’evoluzione delle SOAP API. Rispetto alle SOAP API, questa tipologia offre molti vantaggi, come il fatto di non essere strettamente legate al linguaggio XML. Le REST API sono inoltre molto più veloci e possono essere facilmente utilizzate dalla quasi totalità dei browser.

Ovviamente prima di decidere quale tipo di API utilizzare è essenziale valutare il progetto ed il contesto in cui verrà utilizzata, ponendo molta attenzione all’utente finale che dovrà utilizzarla. Vuoi creare una API o utilizzarle nei tuoi progetti? Contattaci per una consulenza, un preventivo o semplicemente conoscerci meglio.

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