Quando un’azienda utilizza la stessa piattaforma per anni, non investe soltanto nelle licenze: investe anche nelle competenze necessarie per utilizzarla, gestirla e adattarla alle proprie esigenze.
Con il tempo, tutto questo diventa parte del patrimonio di competenze dell’azienda. Le persone conoscono lo strumento, sanno come configurarlo, come gestire determinate attività e come intervenire quando serve.
Ma c’è un aspetto che spesso emerge soltanto nel momento in cui si valuta un cambiamento: quanto di questo patrimonio può essere trasferito su una piattaforma diversa?
È qui che può emergere un’altra forma di lock-in: il lock-in delle competenze.
Imparare a usare una piattaforma è un investimento
Quando si valuta il costo di una piattaforma, è facile concentrarsi sulle licenze, sull’implementazione e sulle eventuali personalizzazioni.
L’investimento nelle competenze, invece, si costruisce nel tempo. Le persone vengono formate, imparano procedure e funzionalità specifiche, acquisiscono esperienza nell’utilizzo quotidiano del sistema. In alcuni casi l’azienda si affida anche a consulenti specializzati o a professionisti certificati sulla piattaforma.
Più lo strumento diventa complesso e centrale nelle attività aziendali, più cresce il patrimonio di conoscenze costruito intorno ad esso.
E questo investimento, anche se difficilmente compare come una singola voce di costo, può rappresentare anni di tempo, formazione ed esperienza accumulata.
Competenze che funzionano dentro un solo ecosistema
Non tutte le competenze sviluppate intorno a una piattaforma sono facilmente trasferibili.
Una persona può conoscere perfettamente le logiche di configurazione di uno specifico software, un consulente può essersi specializzato nel suo utilizzo e alcune personalizzazioni possono essere state sviluppate utilizzando linguaggi, strumenti o tecnologie proprietarie.
Finché l’azienda rimane all’interno dello stesso ecosistema, queste competenze hanno un valore concreto e permettono di gestire ed evolvere la piattaforma con maggiore autonomia.
Cosa succede quando vuoi cambiare piattaforma?
Il lock-in delle competenze diventa particolarmente evidente quando l’azienda decide di cambiare sistema.
Le persone devono imparare a utilizzare un nuovo strumento, familiarizzare con procedure diverse e acquisire competenze che prima non erano necessarie. Anche le personalizzazioni sviluppate nel vecchio ambiente possono dover essere ripensate o ricostruite secondo logiche diverse.
Lo stesso vale per le figure professionali di riferimento: un consulente altamente specializzato sulla piattaforma precedente potrebbe non avere le competenze necessarie per intervenire su quella nuova.
Il cambiamento, quindi, riguarda anche il patrimonio di competenze che l’azienda deve essere in grado di ricostruire o aggiornare intorno al nuovo sistema. Quando si valuta un cambio di piattaforma, vale la pena considerare anche questo investimento: quanto delle competenze costruite negli anni continuerà ad avere valore e quanto, invece, dovrà essere sviluppato nuovamente?
Competenze sulla piattaforma o competenze sul processo?
Una parte importante delle conoscenze sviluppate dalle persone riguarda lo strumento utilizzato. Un’altra, però, riguarda il lavoro stesso: conoscere il processo, sapere perché viene svolto in un determinato modo, riconoscerne le criticità e capire quali informazioni servono per gestirlo.
Sono queste le competenze che mantengono il proprio valore anche quando la tecnologia cambia.
Per questo può essere utile evitare che la conoscenza aziendale rimanga concentrata esclusivamente sul funzionamento di una specifica piattaforma, mantenendo invece chiari e documentati i processi che quella tecnologia deve supportare.
In questo modo, se un domani lo strumento cambia, l’azienda conserva la conoscenza del proprio modo di lavorare e può scegliere con maggiore libertà quale tecnologia utilizzare per supportarlo.
È un aspetto che teniamo in considerazione anche in Atobit: quando sviluppiamo una soluzione, condividiamo le conoscenze necessarie al suo utilizzo e alla sua gestione, evitando che rimangano legate esclusivamente a chi l’ha realizzata.
Così, anche le competenze legate alla soluzione diventano parte del patrimonio dell’azienda.
